L'antropologo si fa filosofo e mostra la vicinanza delle due pratiche conoscitive quando si tratti di analizzare le forme dell'umano come si sono realizzate nelle società antiche e moderne. Qui Ingold raggiunge una vetta di astrattezza nel tentativo di mostrare, nella pratica, il grande mistero della relazione umana e della relazione tra l’uomo e l’universo. Provo a sintetizzare anche se può sembrare un po’ astruso.
Ingold contrappone alla metafora delle bolle tipica di Sloterdjik quella della linea: ogni essere vivente è un fascio di line e.
In un mondo di bolle non potrebbe esserci vita sociale perché non c'è vita sociale che non sia un intreccio di linee, tutte le forme di vita sono composte da una combinazione di linee e di bolle.
Bolle = volume, massa, densità, territorializzazione.
Linee = capacità di torcersi, flettersi, deterritorializzazione.
Per indicare il gruppo formato dalle bolle usa il termine assemblaggio, (per non dover ricorrere ai classici concetti dell'aggregato di individui distinti o la totalità in cui i singoli componenti si perdono), ma per quanto riguarda le linee, la socialità che si forma è piuttosto una polifonia in cui ogni singolo a turno riprende la melodia e introduce un nuovo tema, "il risultato non è un assemblaggio ma un rondò" (31-32). Spencer: la società è un insieme di bolle
Durkheim: la società è un'unica grande bolla.
Mauss: l'uomo vive una realtà oceanica, come l’anemone o la piovra, dove ognuno deve attaccarsi agli altri, non fondersi, non aggregarsi ma intrecciarsi.
Ciò che importa allora è la vita delle linee non il superorganismo che nasce dalla fusione, dal contatto come accade nella prospettiva sociologica.
Il legame tra le linee ha la natura del nodo e dell'intreccio, da cui nasce il cesto o il tessuto, "l'annodatura è il principio fondamentale della coerenza . " (43)
Il nodo in cui le forme stanno insieme. Di solito alla metafora del nodo si preferisce quella del mattone, della catena o del contenitore. Se gli oggetti sono bolle, nomi "il mondo delle cose è un mondo di nodi " (47) allora c'è un mondo senza oggetti, ma solo accadimenti, verbi. L’annodatura avviene nei quattro domini:
- i flussi e i modelli di crescita dei materiali
- i movimenti e i gesti corporei
- la percezione sensoriale
- le relazioni umane.
Durkheim: la società è un continuum senza cuciture.
Bisogna distinguere:
- stereotomia, l'arte di tagliare i solidi per assemblarli principio del cumulo, la gravità trattiene verso terra
- tettonica, arte della giuntura, carpenteria, principio del nodo, si alza o è sospeso nell'aria
Modello grattacielo: i componenti vengono calati dall'alto
Modello montagna: estrusione, si solleva dal basso, suolo.
L'uomo vive al suolo:
1 Il suolo è un campo di differenze, appare cioè infinitamente variegato
2 l'uomo percepisce il suolo cinesteticamente.
3 Il suolo è composito, cioè è formato di una varietà di materiali;
4 il suolo subisce una generazione continua.
Essere al suolo influisce sul modo della conoscenza:
- camminando si acquisisce conoscenza
- il camminatore racconta, conoscenza narrativa prima che descriva
- la mente del camminatore è la natura stessa nella sua varietà.
La lineologia è anche una meteorologia. Ciò che li congiunge è il concetto di atmosfera. L'uomo vive immerso nell'aria che però è immateriale e impensabile. È in questo mezzo che si svolgono tutte le linee. L'atmosfera è un concetto chiave della scienza meteorologica, ma anche un concetto dell'estetica. Da un lato è natura e dell'altro umanità, materialità versus sensorialità, sfera cosmica versus sfera affettiva. ma l'una non può stare senza l’altra: "l'immersione nel mondo del tempo è una condizione della nostra esistenza." (146)
Bisogna fondere l'elemento cosmico e quello affettivo come accade nella percezione del cielo che si costituisce come manifestazione dell'atmosfera, somiglianza col concetto di aura di Benjamin. Come accade nel respiro e nel suono: riempie la linea di atmosfera oppure nel colore. Il colore da vita alle linee perché dà loro atmosfera appunto.
Qual è il ruolo dell'uomo nel contesto atmosferico? Anche l'uomo non va inteso come soggetto ma come verbo.Essere umano significa omificare, cioè tendere una linea. L'essere umano si fabbrica da sé facendo, e poiché la nascita è condizionata dalla presenza degli altri, gli esseri umani si coltivano a vicenda.
Formula dell'antropocene: crescere-nel-creare.
Dove creare significa creare personalità umane, non un processo intenzionale ma ciò che avviene attraverso le relazioni. Fare-nel-subire implica omificazione.
Noi viviamo non FRA ma INFRA, non tra ponti ma in una atmosfera. Riassumendo: Fra è uguale a intenzione, soggetto, agentività umana; infra è uguale a attenzione, verbo, fare-nel-subire, il subire è la vita sociale che ci accade.
"la vita delle linee è un processo di corrispondenza." (269)
Il concetto di corrispondenza offre uno strumento nuovo all'analisi delle società umane.
mercoledì 8 gennaio 2025
Tim Ingold, Siamo linee 2015
mercoledì 1 gennaio 2025
Francesco Remotti Prima lezione di antropologia 2000

Il testo nella prima parte lungi dal valere come semplice introduzione, pare piuttosto una meta riflessione sull'agire dell'antropologo contemporaneo rivolta prevalentemente ad altri antropologi. La tesi del libro in sé è molto semplice: esistono secondo Francesco Remotti molte antropologie diverse, cosa le accomuna? lo studio dell'uomo?
Tipologie, esempi: antropologia fisica o biologica, antropologia sociale, (etnologia), antropologia culturale, paleoantropologia, antropologia giuridica, antropologia religiosa, ecc.
Si tratta in ogni caso di analisi dei confini di forme particolari di umanità senza pretesa di esaustività. L'analisi della natura umana punta all’unità, l'analisi delle culture alla molteplicità. È questa la strada che l’antropologia moderna deve seguire. La base è che l'uomo è un essere biologicamente incompleto e ha bisogno di dare forma alla propria umanità: e ciò avviene in quattro ambiti:
- intellettuale, idee concetti categorie
- emotivo, emozioni, sentimenti
- morale, valori, regole
- estetico, criteri di bellezza.
"una società acquisisce un'identità, proprio in quanto elabora una sua forma di umanità " (52)
I sistemi totalitari sono quelli che cercano di imporre artificiosamente una forma di umanità. Ogni società, ogni forma di umanità, ha l’esigenza di confrontarsi con quelle vicine. La realizzazione di una forma di umanità comporta per conseguenza la formazione di scarti, di marginalità.
I rituali di passaggio, prove di iniziazione, sono pratiche antropoietiche cioè di formazione di umanità e al contempo di abbandono delle forme di umanità precedenti e inadeguate.
La cultura è appunto un prendersi cura dell'uomo e anche la bellezza è una ricerca di umanità. L’uomo modifica in molti modi il proprio corpo alla ricerca di una forma umana nuova:
1 abbigliamento, monili calzature due lavaggi, raschiamenti, toilette
3 spalmare dipingere la superficie esterna del corpo, cosmesi, abbronzatura
4 modellare elementi organici, capelli, barba, depilazione, unghie
5 modifica delle masse muscolari: massaggi, elettrostimolazione, bodybuilding
6 modifiche dall'esterno della struttura ossea: teste allungate, colli allungati, piedi ridotti, compressione della cassa toracica
7 modifiche irreversibili delle strutture ossee: limatura e avulsione dei denti
8 inserimento nel corpo di oggetti esterni: piattelli labiali e delle orecchie, anelli, piercing, lenti finte, denti finti
9 penetrazione sottocutanea di sostanze coloranti, tatuaggi
10 tagli profondi, cicatrici, scarificazione
11 chirurgia degli organi genitali : circoncisione, infibulazione
12 chirurgia estetica moderna: nasi,seni, glutei, guance, labbra, orecchie …
13 tipi di alimentazione, diete
14 trattamento del cadavere.
La pluralità delle culture si oppone alla visione universalistica del Cristianesimo che si appella piuttosto a un fantomatico uomo naturale.
mercoledì 18 dicembre 2024
Jared Diamond Armi, acciaio e malattie 1997
Il testo di Diamond rappresenta oramai un punto di riferimento per gli studi intorno alla storia dell'essere umano nell'epoca preistorica. Quel che va tenuto presente leggendo il testo è che la prospettiva dell'autore è una prospettiva rigorosamente materialistica, egli cioè rintraccia le cause delle mutazioni storiche e delle rivoluzioni che via via si sono succedute nella storia della specie umana solo a partire dal rapporto particolare che l'uomo intrattiene con l'ambiente e dalla necessità vitali alle quali deve dare continuamente risposta: nutrirsi, sopravvivere, creare condizioni perché un gruppo, una società, possa tirare avanti anche in situazioni difficili. Questa nuovo punto di vista che supera tutte le letture ideologiche e spiritualistiche della vicenda umana, però, non è centrato sul rapporto struttura sovrastruttura come nel caso del materialismo marxista, l'aspetto strutturale si comprende soltanto a partire dalla profonda compenetrazione tra la vita dell'uomo e il suo ambiente vitale una dimensione che il marxismo non ha mai preso in considerazione. E che invece rappresenta la chiave per comprendere il lavoro dell’antropologia contemporanea.
La tesi principale del libro, dunque, è che le differenze tra le varie civiltà del pianeta sono causate dalle differenze ambientali non da quelle biologiche razziali.
Qualche punto di riferimento temporale:
7 milioni di anni fa: compare l’uomo come specie separata dalla scimmia
4 milioni di anni fa: l’uomo acquisisce la stazione eretta
2,5 milioni di anni fa: compaiono i primi utensili
500.000 anni fa: compare la specie homo sapiens
50.000 anni fa: avviene la rivoluzione paleolitica (linguaggio, arte, attrezzi)
9000 a.C. finisce l’ultima glaciazione
8000 a. C. : avviene la rivoluzione neolitica.
Armi, acciaio e malattie sono gli elementi che definiscono la superiorità dell’Occidente conquistatore.
La rivoluzione agricola avviene in molti posti in tempi diversi, ma secondo due modalità:
- apprendimento delle tecniche da parte di popoli confinanti
- invasione da parte di popoli di agricoltori.
I popoli che per primi giunsero all'agricoltura furono anche avvantaggiati nel percorso armi acciaio malattie.
Le spinte alla nascita dell'agricoltura:
1 estinzione delle prede di grandi dimensioni (ma non solo)
2 aumento della disponibilità di specie domesticabili per esempio cereali selvatici, per via dei cambiamenti climatici
3 progressi tecnologici in settori utili per la vita agricola: raccolta trasformazione stoccaggio del cibo e quindi realizzazione di falci, cesti, mortai, pestelli, mole, metodi di essicazione, silos sotterranei …
4 legame circolare causa/effetto tra crescita demografica e necessità di aumentare la produzione del cibo.
L'agricoltura ha portato alle malattie (densità abitativa, contatto con gli animali domestici), alla scrittura (solo l'agricoltura rende possibile mantenere la casta improduttiva degli scribi), alla tecnologia e alle strutture di governo.
Conclusione
Le differenze di sviluppo tra popoli, società e continenti dipendono dalle relative differenze ambientali riassumibili in quattro condizioni:
1 differenza delle specie animali e vegetali adatte al domesticazione, implica sviluppo o meno dell'agricoltura che consente l'aumento della popolazione e la nascita delle élite non produttive
2 minore o maggiore difficoltà di spostamento e conseguente diffusione delle invenzioni e delle scoperte, qui conta l’orientamento dei continenti (est ovest il continente euroasiatico o sud nord le Americhe e l'Africa)
3 isolamento oppure scambio tra i continenti
4 numero di abitanti: più abitanti = più società in competizione.
mercoledì 11 dicembre 2024
Marc Augé L’antropologo e il mondo globale (2013)
La nozione di “cultura” è difficile da definire perché “inseparabile dalle regole sociali che produce”, può comunque essere considerata “come un insieme di proposizioni e di rappresentazioni paragonabili ad altre” (16).
Superando l’etnocentrismo, ma anche il relativismo, con un atteggiamento comparatistico. L’etnologo andrà alla ricerca della filosofia sottostante le singole apparenze.
Augé distingue:
- antropologia del soggiorno (studiare una società)
- antropologia del percorso (studiare i cambiamenti di una società)
- antropologia dell’incontro (studiare “Le relazioni sociali in un dato ambiente considerato nel suo contesto” p.18).
L’antropologia dell’incontro si sviluppa nelle quattro dimensioni proprie dell’antropologia:
- la filiazione (iscrizione nel tempo)
- unione (iscrizione nel corpo sociale)
- generazione (solidarietà legata all’età)
- residenza (iscrizione nello spazio).
Il punto di vista dell’analisi applicata al mondo contemporaneo deve tener conto di un fatto decisivo: “Le accelerazioni tecnologiche del mondo contemporaneo modificano quotidianamente e incessantemente la nostra relazione con lo spazio e con il tempo.” (27) che sono la materia prima di ogni costruzione simbolica e di ogni impalcatura sociale.
L’uomo dà senso e ordine alla natura che lo circonda introducendo categorie simboliche (alto/basso, vicino/lontano, limite, incrocio, …oppure, per il tempo, passato/futuro, ritorno, ripetizione, inizio e fine…).
“La nozione di paesaggio dipende strettamente dalle concezioni del tempo e dello spazio che tentano di renderne conto.” (34)
L’evoluzione del mondo attuale quanto allo spazio si riassume in due parole: urbanizzazione e globalizzazione.
Bisogna osservare che le società umane sono sempre state caratterizzate dal movimento (migrazioni, spostamenti campagna/città, sud/nord, turismo, ecc.) di qui tutti i problemi legati ai processi di adattamento al nuovo spazio planetario in via di costituzione.
Ma siamo in un momento di crisi:
- crisi di coscienza planetaria (qual è il nostro posto nell’universo?)
- crisi di relazione (“nessun individuo può vivere isolato, tanto meno concepirsi isolato poiché la relazione con l’altro è essenziale alla definizione e alla percezione dell’identità individuale.” (71) )
- crisi di finalità (più la scienza progredisce più la gente si allontana da essa)
mercoledì 4 dicembre 2024
Marvin Harris Buono da mangiare 1985
Un libro affascinante, che affronta una serie di enigmi alimentari con l’intento di sfatare luoghi comuni e convinzioni inesatte. Si occupa quindi delle vacche sacre in India, del tabù verso la carne di maiale o quella di cavallo, dell’abuso di carne di manzo negli Stati Uniti, dei lattofobi e dei lattofili, degli insetti come cibo, del mangiare o meno cani e gatti e infine del cannibalismo umano.
La tesi generale attraverso la quale affronta tutte queste complesse situazioni alimentari è che le differenze alimentari si spiegano con motivazioni “pratiche” e non ideologiche (mentali o culturali). La qualità di un cibo dipende dal rapporto costi/benefici e dai condizionamenti ambientali.
La predilezione per la carne dipende, per esempio dalla scarsa densità demografica (cacciare richiede territori molto vasti); la predilezione per i vegetali dipende da una elevata densità demografica (scarsa praticabilità ambientale dell’allevamento o della caccia).
Storicamente la sollecitudine per la carne è stata stimolata da:
- banchetti ( per la vittoria, per funerali, matrimoni,ecc.)
- sacrifici religiosi (distribuzione di carni)
In generale la carne è più facilmente digeribile e contiene proteine di qualità migliore.
Oggi gli americani consumano quasi 150 libbre (60 kg) di carne rossa pro capite all’anno. 14 milioni di americani mangiano al fast food ogni giorno.
Mangiare o meno certi animali non è un fatto “culturale”, dunque, ma deriva sempre da un calcolo costi/benefici e quindi dall’equilibrio ecologico disponibile. In qualche caso (India) non è conveniente nutrire gli animali (erbivori) per poi mangiarne le carni, più conveniente cibarsi direttamente dei vegetali.
È per esempio anche il caso del cavallo: troppo costoso allevarlo come cibo, ma utile nell’agricoltura e soprattutto in battaglia. Ne consegue che la Chiesa dichiara tabù la carne di cavallo (732 d. C.).