A cura di Stefano Zampieri - Consulente Filosofico
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lunedì 8 maggio 2023

Introduzione alla Consulenza Filosofica 18 : condividere

 

CONDIVIDERE

 

 



Ormai so di essere un tessuto di relazioni, so che la mia identità nasce dall’intreccio di tutte le relazioni che la compongono. Per questo non posso fare a meno di essere con gli altri, nel bene e nel male, nell’amicizia e nel conflitto, nel destino e nella casualità.

Non ho altra scelta, devo dividere uno spazio, disponendomi alla convivenza con quanti mi sono cari, ma anche accettando la vicinanza degli estranei. E faccio in modo che la vicinanza non generi conflitto, per saturazione, per incomprensione, per intolleranza.

Allo stesso modo devo dividere il mio tempo, che non è dunque solo mio, perchè appartiene ugualmente anche a coloro che vivono la loro vita insieme a me. È per questo che non posso disporne interamente come vorrei, che sono costretto a dividerlo in parti, a frazionarlo, a distribuirlo tra i miei desideri, i miei impegni, i miei affetti. Devo inoltre fare i conti con coloro che acquistano il mio tempo tramite il lavoro. E anche questa è una necessità cui non posso venir meno.

Ovunque io sia, ovunque io vada, mi trovo a condividere una situazione anche semplicemente attraverso il contatto di una stretta di mano che mi toglie dall’estraneità. E naturalmente attraverso il colloquio che mi strappa dal silenzio e mi mette in uno spazio di comprensione o di incomprensione, di significati condivisi o fraintesi, di verità o di menzogna.

E poi, ovviamente, condivido la vita attraverso le emozioni trasportate dall’amore (che mi porta verso l’altra persona) o  dalla morte, attraverso il lutto.

È difficile, per me, pensare un’esistenza che non sia condivisa. E la solitudine mi appare sempre di più come un falso problema.

 

venerdì 8 ottobre 2021

Filosofia della vita quotidiana: lo spazio. La casa, la strada, i giardini, la città.

 4 incontri per l'Università del Tempo Libero.

La filosofia può tornare a essere lo strumento naturale per chi ama interrogarsi intorno alla propria esistenza e al proprio mondo. Perché il suo lavoro è quello di mettere in discussione abitudini, pratiche, certezze e incertezze, luoghi comuni, culture, tecniche, ragioni. I suoi strumenti sono l’interrogazione, la riflessione, l’analisi, l’elaborazione di concetti, ma prima ancora la capacità di osservare la realtà che ci circonda, cioè innanzi tutto quella vita quotidiana nella quale siamo immersi ogni giorno. Per cominciare questo percorso ci soffermeremo sul tema dello spazio, ma non facendo astratta teoria, piuttosto analizzando quegli spazi che ognuno di noi vive e conosce: la casa, la strada, il giardino, la città. Quattro incontri per quattro figure, per fare insieme un viaggio di scoperta nei luoghi che crediamo di conoscere e che forse si riveleranno diversi.

domenica 26 agosto 2018

Disabitare

Capita talvolta che un libro si imponga per la rilevanza delle tesi che sostiene, altre volte come in questo caso, il libro si fa notare piuttosto per il peso e l'urgenza delle questioni che pone, delle domande cioè cui dà luogo, e intorno alle quali prova  a pensare senza la pretesa di giungere a conclusioni assolute. Ma aprire questioni, individuare lati oscuri nei quali far luce, è il lavoro più affascinante della ricerca, soprattutto se questa si centra sulla materia dell'umano, di ciò che tutti noi siamo. 
In questo bellissimo testo, Matteo Meschiari, associato di Geografia all'Università di Palermo, si muove, ed è la prima delle qualità che devono essere sottolineate, in un campo ibrido, nel quale geografia, etnografia, filologia, antropologia, architettura, urbanistica, si confondono dimostrando, ma ormai non dovrebbe più essercene bisogno - che la vera ricerca nel campo umano non corrisponde in nessun modo alle suddivisioni disciplinari accademiche. Il tema di fondo è quello dell'abitare come suggerisce il sottotitolo, e quindi emergono insieme la figura fondamentale della casa e quella del paesaggio, e quella ovviamente del loro rapporto. Ma poi di seguito ci si deve interrogare sul dentro e sul fuori, sullo stare e sul partire, sul vedere e sul toccare,  sulle parole e sull'esperienza. Sullo sfondo c'è l'ipotesi "che lo spazio domestico necessiti di un ripensamento radicale"  e che dunque si possa mettere in questione il nostro modo attuale di vivere, perchè "la questione animale e ambientale (etica, economica, filosofica) comincia dalla casa di ciascuno", si tratta cioè di cominciare a far emergere un altro modo, un altro mondo, un altro abitare, un "disabitare" come suggerisce opportunamente il titolo. Ma serve ancora molto lavoro per articolare questa possibilità. Un lavoro collettivo di ripensamento delle strutture e dei termini della nostra vita di tutti i giorni. 

Matteo Meschiari
Disabitare, Antropologia dello spazio quotidiano
Milano, Meltemi, 2018
pp. 166 € 14