A cura di Stefano Zampieri
responsabile di Zona Filosofica

giovedì 26 luglio 2018

Il tempo degli stregoni

Ci sono momenti nella storia nei quali un complicato intrecciarsi di eventi e di cause, di tensioni e di intrecci, determina l'apparizione più o meno simultanea di un certo numero di personalità straordinarie. Così è stato certamente nella Repubblica di Weimar intorno agli anni '20. Wolfram Eilenbergerlo lo chiama Il tempo degli stregoni, e in questa straordinaria narrazione ricostruisce le vite parallele di quattro filosofi decisivi non solo per ii Novecento ma anche per lo stato attuale della discipina filosofica, Heidegger, Wittgenstein, Benjamin e Cassirer. 
Ciò che stupisce è come l'autore riesca a far emergere con grande sapienza, dal percorso intellettuale e biografico di ognuno di essi, il movente esistenziale che sottende alle formulazioni filosofiche e come queste, da prospettive tralvolta coincidenti, altre volte discordanti, contribuiscano però alla elaborazione di un medesimo panorama, di una medesima pretesa: elaborare una forma di pensiero che possa in qualche modo essere trasposta nella vita. Ecco, l'autore ha saputo svelare il grande, e banale, segreto della filosofia, ciò che la distingue da ogni altra forma di sapere, ciò che spesso essa stessa tende ad occultare, e cioè questo inscindibile legame con l'esistenza reale. 
L'intreccio delle biografie e delle riflessioni si costituisce intorno ad una domanda che sorge prepotente nell'uomo uscito dalla prima guerra totale della storia umana, la domanda che riguarda l'uomo stesso, la sua natura,il suo destino. Le risposte possono essere diverse ma i temi sono gli stessi, appunto l'uomo, la vita, la conoscenza, il linguaggio, il tempo, il mito. 
Da questo momento sulla scia di questi quattro giganti la questione  è posta, e l'orizzonte del lavoro filosofico è aperto. Un orizzonte ancora oggi certamente non definito, è da esso infatti che nasce anche l'esperienza attuale delle pratiche filosofiche, cioè appunto il tentativo di riportare esplicitamente la filosofia alla vita, sottraendola alla cecità di un lavoro astratto, avulso dalle cose della vita. 
 Al contempo, tuttavia, una attenta lettura di questo splendido libro dovrebbe farci ricordare che ogni "pratica" della filosofia non può che nascere dallo studio, dalla riflessione, dall'analisi di opere come quelle prodotte da simili autori, opere spesso non facili, se non addirittura ostiche in qualche caso, ma è uno sforzo necessario se vogliamo uscire dallo stato di insipienza, da una condizione di minorità del pensiero che porta inesorabile alla servitù degli uomini. 

Wolfram Eilenberger 
Il tempo degli stregoni. 1919-1929 Le vite straordinarie di quattro filosofi e l'ultima rivoluzione del pensiero
Milano, Feltrinelli, 2018
pp. 405, € 25,00

martedì 24 luglio 2018

Fotografare Mestre



Fotografare Mestre, per esempio, non è certo come fotografare Parigi o l'America degli anni '30, è un'altra cosa, qui non c'è la complessità di un mondo vasto e vario, di una umanità plurale, in fermento, in conflitto, c'è piuttosto la ripetizione ossessiva e monotona degli edifici, c'è un solo luogo, un luogo qualunque, forse un non-luogo, i particolari sono la ripetizione del particolare, le prospettive sono la ripetizione di una prospettiva, per cui una strada si fonde con l'altra, in una linea di orizzonte comune, altezze, volumi, a est come a ovest a nord come a sud.
Eppure anche la città monotona, anche la città ripetizione, anche la città anonima ha la sua identità e non può non averla. Ma bisogna cercarla in fondo, bisogna vederla in controluce, bisogna davvero sapere che ogni spazio è un tempo e ogni tempo uno spazio, ed è questo che il fotografo deve riuscire a cogliere, altrimenti le foto si perdono nel nulla di una città senza forma.

martedì 10 luglio 2018

Una proposta

http://www.zonafilosofica.it/filquot.html
Stefano Zampieri
La filosofia nella vita quotidiana. Una proposta
Bologna, Diogene, 2018
pp. 97, € 9.80