Stefano Zampieri
La filosofia nella vita quotidiana. Una proposta
Bologna, Diogene, 2018
pp. 97, € 9.80
A cura di Stefano Zampieri - Consulente Filosofico
martedì 10 luglio 2018
giovedì 24 maggio 2018
Filosofia nel quotidiano: una proposta
Filosofia nel quotidiano:
Una proposta
ad Istituzioni, scuole, gruppi, associazioni, movimenti, collettivi:
creare spazi di pensiero per una
filosofia nel quotidiano.
Percorsi Laboratorio
a cura di Stefano Zampieri
Vedi il nuovo sito:
giovedì 26 aprile 2018
FASE DUE
Le polemiche in atto all'interno del mondo della consulenza filosofica/counseling filosofico, (si veda a titolo di esempio: qui una nota di Luca Nave e Maddalena Bisollo e in risposta qui, una nota di Neri Pollastri , ma anche il disorientamento di molti filosofi praticanti e l'implosione di alcune storiche associazioni, rappresentano perfettamente, a mio modo di vedere, la necessità, anzi, l'urgenza, di una FASE DUE nel mondo della Philosophische Praxis. E' tempo di passare da una consulenza filosofica /counseling filosofico come risposta al disagio, ad una FILOSOFIA PRATICANTE come formazione di SPAZI DI PENSIERO nei quali mettere in questione filosoficamernte le ragioni del nostro fare, del nostro pensare, del nostro essere al mondo.
Lo spazio di pensiero è un campo spazio temporale, un luogo, un momento, un evento, nel quale si realizza la pratica del con-filosofare tra filosofi praticanti o tra uno o più filosofi praticanti e altri non filosofi ma disposti ad assumere un atteggiamento riflessivo, interrogativo e critico.
Nello spazio di pensiero - che sia tra due o tra molti - si mette in questione l'esistenza quotidiana, i suoi punti di riferimento, i suoi valori, le sue tracce simboliche, le sue dinamiche, le sue esperienze, le sue sofferenze, le sue utopie, i suoi conflitti, i suoi tessuti, i suoi strappi... Si dà vita così a una filosofia nel quotidiano.
La filosofia nel quotidiano decostruisce i luoghi comuni e le assunzioni non valutate, è sapere critico rispetto al mondo e al nostro ruolo in esso, è articolazione di ragioni, di argomentazioni, di esperienze.
Nella filosofia nel quotidiano la pratica si confronta con la dimensione teorica e la teoria si mette alla prova della vita. Il dialogo che ne è lo strumento principe diviene mezzo di articolazione del confronto, non puro scontro dialettico, ma percorso comune del pensiero, filosofia.
La filosofia nel quotidiano, giocata nell'evento, nel particolare spazio di pensiero che di volta in volta si apre, non produce un sapere immediato, nè un accordo di principio, ma inaugura percorsi di saggezza, ove però tale termine indichi non uno status, o una qualità esclusiva, ma piuttosto un sapere pratico immediato, che si articola prima di tutto come una aspirazione al meglio, una persuasione profonda che lo status quo, la situazione attuale, non è la condizione definitiva e immutabile.
In questo senso, ed in senso profondamente diverso da tutte le aspirazioni neo consolatorie, la saggezza è dunque proprio per questo un sapere critico intorno allo stato del mondo.
Ma l'aspirazione al meglio ha anche un secondo profilo non meno necessario: nello spazio di pensiero che si apre alla filosofia si impara infatti ad agire nel verso della bellezza, che resta concetto vago e indescrivibile che però va colto non come un contenuto definito, quanto come una tensione, un desiderio, una volontà di far sì che le cose, il mondo in cui ci riconosciamo, abbia tanto una connotazione etica quanto una estetica.
La FASE DUE della filosofia dopo la sua svolta pratica attende solo che ci si assuma il compito di renderla vera collettivamente, ognuno per la propria parte. Le vecchie polemiche, le contrapposizioni di principio, le battaglie terminologiche restano inesorabilmente ancorate ad un mondo che ormai ha già dato quel che poteva dare. Urge un salto di qualità, un balzo oltre l'ostacolo, serve che proviamo a gettarci in una direzione ancora intentata.
Lo spazio di pensiero è un campo spazio temporale, un luogo, un momento, un evento, nel quale si realizza la pratica del con-filosofare tra filosofi praticanti o tra uno o più filosofi praticanti e altri non filosofi ma disposti ad assumere un atteggiamento riflessivo, interrogativo e critico.
Nello spazio di pensiero - che sia tra due o tra molti - si mette in questione l'esistenza quotidiana, i suoi punti di riferimento, i suoi valori, le sue tracce simboliche, le sue dinamiche, le sue esperienze, le sue sofferenze, le sue utopie, i suoi conflitti, i suoi tessuti, i suoi strappi... Si dà vita così a una filosofia nel quotidiano.
La filosofia nel quotidiano decostruisce i luoghi comuni e le assunzioni non valutate, è sapere critico rispetto al mondo e al nostro ruolo in esso, è articolazione di ragioni, di argomentazioni, di esperienze.
Nella filosofia nel quotidiano la pratica si confronta con la dimensione teorica e la teoria si mette alla prova della vita. Il dialogo che ne è lo strumento principe diviene mezzo di articolazione del confronto, non puro scontro dialettico, ma percorso comune del pensiero, filosofia.
La filosofia nel quotidiano, giocata nell'evento, nel particolare spazio di pensiero che di volta in volta si apre, non produce un sapere immediato, nè un accordo di principio, ma inaugura percorsi di saggezza, ove però tale termine indichi non uno status, o una qualità esclusiva, ma piuttosto un sapere pratico immediato, che si articola prima di tutto come una aspirazione al meglio, una persuasione profonda che lo status quo, la situazione attuale, non è la condizione definitiva e immutabile.
In questo senso, ed in senso profondamente diverso da tutte le aspirazioni neo consolatorie, la saggezza è dunque proprio per questo un sapere critico intorno allo stato del mondo.
Ma l'aspirazione al meglio ha anche un secondo profilo non meno necessario: nello spazio di pensiero che si apre alla filosofia si impara infatti ad agire nel verso della bellezza, che resta concetto vago e indescrivibile che però va colto non come un contenuto definito, quanto come una tensione, un desiderio, una volontà di far sì che le cose, il mondo in cui ci riconosciamo, abbia tanto una connotazione etica quanto una estetica.
La FASE DUE della filosofia dopo la sua svolta pratica attende solo che ci si assuma il compito di renderla vera collettivamente, ognuno per la propria parte. Le vecchie polemiche, le contrapposizioni di principio, le battaglie terminologiche restano inesorabilmente ancorate ad un mondo che ormai ha già dato quel che poteva dare. Urge un salto di qualità, un balzo oltre l'ostacolo, serve che proviamo a gettarci in una direzione ancora intentata.
venerdì 20 aprile 2018
mercoledì 11 aprile 2018
martedì 10 aprile 2018
Conoscenza, ignoranza, mistero
Per chi conosce i 5 volumi del Metodo di Edgar Morin, non c'è nulla di nuovo in questo libretto se non l'ennesima conferma della straordinaria capacità dell'autore di leggere il presente e di intuire le tracce appena distinguibili del futuro. Con la consueta chiarezza, e insieme la profondità che viene da una conoscenza ricchissima e mai superficiale, Morin sintetizza qui molte sue considerazioni, e in particolare insiste, giustamente a mio avviso, sulla necessità di tenere sempre insieme il desiderio e la necessità della conoscenza con la consapevolezza della sua natura interminabile, oggi del mondo conosciamo infinitamente più di quanto si poteva conoscere solo pochi decenni fa, eppure il margine di ignoto, di sconosciuto, di inspiegabile, di misterioso, non solo non si è cancellato ma non è stato nemmeno intaccato. Ciò di cui oggi siamo certi è solo che la realtà e di natura ipercomplessa, il che non ce la rende più familiare, ma ci spalanca continuamente nuove domande, interrogativi ai quali rispondere, problemi ai quali far fronte.
E' particvolartmente bello, in questo saggio, che si concluda con una incursione nel "post-umano", ovvero nel mondo delle trasformazioni cui l'uomo andrà incontro nei prossimi decenni. E qui l'autore è accorto nell'indicare le due vie che ci si aprono, quella di una devastazione dell'umano ad opera di quella che chiama "la trinità senza freni: scienza / tecnica / economia", oppure quella di una sua realizzazione più alta, per la quale, tuttavia, è "necessaria una profonda riforma intellettuale e morale". Per questa dobbiamo lavorare tutti.
E. MORIN
Conoscenza, ignoranza, mistero
Milano, Raffaello Cortina, 2018
pp. 148, €13,00
E' particvolartmente bello, in questo saggio, che si concluda con una incursione nel "post-umano", ovvero nel mondo delle trasformazioni cui l'uomo andrà incontro nei prossimi decenni. E qui l'autore è accorto nell'indicare le due vie che ci si aprono, quella di una devastazione dell'umano ad opera di quella che chiama "la trinità senza freni: scienza / tecnica / economia", oppure quella di una sua realizzazione più alta, per la quale, tuttavia, è "necessaria una profonda riforma intellettuale e morale". Per questa dobbiamo lavorare tutti.
E. MORIN
Conoscenza, ignoranza, mistero
Milano, Raffaello Cortina, 2018
pp. 148, €13,00
domenica 1 aprile 2018
Intervento al FilosoFestival 2.0
La prima parte del mio intervento in diretta web al Filosofestival 2.0
di Firenze. Argomento? La filosofia del quotidiano (l'intervento inzia
al minuto 2, dura circa 36 minuti): https://www.youtube.com/watch?v=S9ui6Vd0Hm0&feature=share
Qui la seconda parte (durata circa 44 minuti): https://www.youtube.com/watch?v=6hqUhvQotyo
Qui la seconda parte (durata circa 44 minuti): https://www.youtube.com/watch?v=6hqUhvQotyo
domenica 25 marzo 2018
lunedì 19 marzo 2018
martedì 16 gennaio 2018
venerdì 12 gennaio 2018
Recensione
Recensione di Stefania Bernabeo al mio libro "Filosofia dello spazio quotidiano":
http://www.filosofiaperlavita.it/2018/01/stefania-bernabeo-sulla-filosofia-dello.html
giovedì 4 gennaio 2018
Sulla brevità (densa)
E' sotto i nostri occhi la metamorfosi che il mondo dei social, il mondo della comunicazione virtuale, ha determinato nel campo del linguaggio, producendo quella contrazione della lingua che sembra far scivolare nell'afasia, nell'autismo soprattutto le giovani generazioni, sommerse da ondate di messaggi ma spesso incapaci di trasmettere sentimenti autentici, di sviluppare riflessioni pesanti, di entrare nella articolazione del pensiero, che non è mai nè semplice, nè diretta. Eppure, in palese controtendenza Antonio Zimarino, ci propone con questo bel libretto, una formula davvero interessante, quella della "brevità densa" che vorrebbe recuperare proprio ciò che è andato perduto, ovvero la profondità dell'espressione, la sua ricchezza, la sua intensità, cancellate piuttosto dalle esigenze di comunicazioni rapide, funzionali, produttive, in qualche modo connesse al sistema produttivo e a quello del consumo di massa.
Tornare alle antiche pratiche dell'aforisma, dell'epigramma, del frammento, ma senza banalizzare, senza ridurre, senza semplificare, anzi al contrario affrontando consapevolmente la densità del pensiero, la complessità dei riferimenti, delle analogie, delle metafore, cioè tutto quello spessore che appare molto più chiaramente di fronte all'immagine che di fronte allo scritto. Non è un caso d'altra parte che l'autore proponga questa sua categoria anche in riferimento all'arte contemporanea. Ciò di cui si tratta, ed è una riflessione, a mio modo di vedere, assai pertinente e stimolante, è di fornire alla complessità che viviamo lo strumento per una comunicazione efficace. La brevità densa è appunto questo strumento, in grado, forse, di ridare corpo alla comunicazione, alla scrittura, alla pratica artistica, contribuendo in questo modo a costruire una cultura consapevole delle sue scelte.
Antonio Zimarino
Sulla brevità
Bologna, Diogene Multimedia, 2016
p. 196 € 9,80
Tornare alle antiche pratiche dell'aforisma, dell'epigramma, del frammento, ma senza banalizzare, senza ridurre, senza semplificare, anzi al contrario affrontando consapevolmente la densità del pensiero, la complessità dei riferimenti, delle analogie, delle metafore, cioè tutto quello spessore che appare molto più chiaramente di fronte all'immagine che di fronte allo scritto. Non è un caso d'altra parte che l'autore proponga questa sua categoria anche in riferimento all'arte contemporanea. Ciò di cui si tratta, ed è una riflessione, a mio modo di vedere, assai pertinente e stimolante, è di fornire alla complessità che viviamo lo strumento per una comunicazione efficace. La brevità densa è appunto questo strumento, in grado, forse, di ridare corpo alla comunicazione, alla scrittura, alla pratica artistica, contribuendo in questo modo a costruire una cultura consapevole delle sue scelte.
Antonio Zimarino
Sulla brevità
Bologna, Diogene Multimedia, 2016
p. 196 € 9,80
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