A cura di Stefano Zampieri
responsabile di Zona Filosofica

martedì 10 aprile 2018

Conoscenza, ignoranza, mistero

Per chi conosce i 5 volumi del Metodo di Edgar Morin, non c'è nulla di nuovo in questo libretto se non l'ennesima conferma della straordinaria capacità dell'autore di leggere il presente e di intuire le tracce appena distinguibili del futuro. Con la consueta chiarezza, e insieme la profondità che viene da una conoscenza ricchissima e mai superficiale, Morin sintetizza qui molte sue considerazioni, e in particolare insiste, giustamente a mio avviso, sulla necessità di tenere sempre insieme il desiderio e la necessità della conoscenza con la consapevolezza della sua natura interminabile, oggi del mondo conosciamo infinitamente più di quanto si poteva conoscere solo pochi decenni fa, eppure il margine di ignoto, di sconosciuto, di inspiegabile, di misterioso, non solo non si è cancellato ma non è stato nemmeno intaccato. Ciò di cui oggi siamo certi è solo che la realtà e di natura ipercomplessa, il che non ce la rende più familiare, ma ci spalanca continuamente nuove domande, interrogativi ai quali rispondere, problemi ai quali far fronte.
E' particvolartmente bello, in questo saggio,  che si concluda con una incursione nel "post-umano", ovvero nel mondo delle trasformazioni cui l'uomo andrà incontro nei prossimi decenni. E qui l'autore è accorto nell'indicare le due vie che ci si aprono, quella di una devastazione dell'umano ad opera di quella che chiama "la trinità senza freni: scienza / tecnica / economia", oppure quella di una sua realizzazione più alta, per la quale, tuttavia, è "necessaria una profonda riforma intellettuale e morale". Per questa dobbiamo lavorare tutti.

E. MORIN
Conoscenza, ignoranza, mistero
Milano, Raffaello Cortina, 2018
pp. 148,   €13,00

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