A cura di Stefano Zampieri
responsabile di Zona Filosofica

domenica 25 marzo 2012

Io sono il numero quattro

Per gli amanti del genere fantascienza facile, direi fumettara, un film come "Io sono il numero quattro" merita una visione perché risponde perfettamente a tutti i canoni del genere, senza particolare originalità, ma d'altra parte un film di genere non deve essere originale, altrimenti esce dal genere, e diviene opera d'arte. E questo certo non è il caso. Quel che lascia stupiti, direi quasi comicamente, è la mancanza di qualsiasi pudore nella costruzione della trama, palesemente immaginata per un percorso a puntate, non c'è infatti un finale, è solo un episodio, il protagonista Numero 4 incontra un altro personaggio il Numero 6, e il regista forse si aspetta che lo spettatore si chieda: ma che fine avrà fatto il Numero 5? Io non sono riuscito a chiedermelo, e forse mi eviterò anche la fatica di vedere i prossimi episodi.

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