A cura di Stefano Zampieri
responsabile di Zona Filosofica

mercoledì 21 novembre 2018

Nostro conflitto quotidiano


Non bisogna pensare al quotidiano come ad una dimensione pacificata, abitudinaria, armonica, perché nel quotidiano c'è anche il conflitto. Viviamo implicati nei rapporti che ci legano al sistema della socialità, e gli intrecci non sono soltanto quelli degli affetti e degli amori, sono anche quelli vincolati alle relazioni di potere, e dunque determinati dalle tonalità dello scontro, dell'interesse, dello sfruttamento, quelli coinvolti dai fenomeni della giustizia e dell'ingiustizia.

Quotidiana è anche la tensione con i poteri altrui e l'esercizio dei poteri propri. La nostra quotidianità è anche un lavoro di assestamento dei ruoli che ci riguardano, e quindi di articolazione del conflitto che ci contrappone ad altri, al datore di lavoro alla gerarchia professionale cui sono legato, agli "altri" in senso generico e vago, quando il legame sociale sia corrotto da tensioni personali irrisolte.

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